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La riforma del regolamento Bruxelles I

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La riforma del regolamento Bruxelles I

: il regolamento (UE) n. 1215/2012 sulla giurisdizione e l'efficacia delle decisioni in materia civile e commerciale / a cura di Alberto Malatesta ; con la collaborazione di Gaetano Vitellino e Nicolò Nisi. - Milano : Giuffrè, c2016. - xvii, 228 p. ; 24 cm. - ISBN 978-88-14-21245-1.

Il volume analizza le novità introdotte dal regolamento (UE) n. 1215/2012 del 12 dicembre 2012 (cd. 'Bruxelles I-bis') alla disciplina concernente la competenza giurisdizionale il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale. Dal 10 gennaio 2015 esso sostituisce il precedente regolamento (CE) n. 44/2001 del 22 dicembre 2000, il quale a sua volta era succeduto, 'comunitarizzandola', alla convenzione di Bruxelles del 1968, oggetto come noto ormai da oltre quarant'anni di applicazione nella prassi giudiziaria italiana.

Il nuovo testo modifica in alcuni punti anche sensibilmente si pensi solo all'abolizione dell'exequatur la precedente normativa. Gli Autori si soffermano sugli aspetti di maggiore interesse per l'operatore giuridico italiano coinvolto in liti di carattere internazionale. Il volume è corredato da un'appendice completa e ragionata e da informazioni non immediatamente accessibili agli utenti.

 

SOMMARIO

PrefazioneXI
Elena delle principali opere citateXIII
AbbreviazioniXV
Capitolo Primo - ORIGINI, OBIERRIVI E CARATTERI DEL REGOLAMENTO (UE) N. 1215/2012 (RECAST) di Alberto Malatesta
1. L'evoluzione della disciplina dalla convenzione di Bruxelles del 1968 al regolamento n. 1215/20121
2. Lo speciale status della Danimarca e l'applicazione nel tempo del regolamento3
3. Gli obiettivi del recast nel quadro del processo di integrazione giudiziaria europea4
4. L'ambito di applicazione spaziale del regolamento: dalla proposta della Commissione favorevole a introdurre norme sulla giurisdizione universali6
5. ... alla conferma (con eccezioni) del loro carattere intracomunitario8
6. Il rapporto con le convenzioni internazionali: in particolare, la salvezza degli accordi conclusi tra Stati membri e Stati terzi nelle stesse materie9
7. La convenzione 'parallela' di Lugano del 200711
Capitolo Secondo - LE NOVITÃ RELATIVE ALL'AMBITO DI APPLICAZIONE MATERIALE: IN PARTICOLARE, I RAPPORTI TRA GIURISDIZIONE E ARBITRATO di Alberto Malatesta
1. Le modifiche apportate all'ambito di applicazione materiale13
2. La precisazione dell'ambito di applicazione14
2.1. ... con riguardo alla definizione di 'materia civile e commerciale': la responsabilità dello Stato per atti o omissioni nell'esercizio di pubblici poteri14
2.2. ... con riguardo ai settori esclusi di cui all'art.1 par. 215
2.2.1. Stato, capacità e regime patrimoniale tra coniugi16
2.2.2. Le obbligazioni alimentari17
2.2.3. La materia successoria17
22.4. La materia fallimentare18
3.Verso una maggiore esclusione della materia arbitrale20
3.1. I procedimenti paralleli aventi ad oggetto la validità della convenzione arbitrale alla luce della giurisprudenza West Tankers21
3.2. Il superamento della West Tankers ad opera del recast: in particolare, l'esclusione delle decisioni relative alle convenzioni arbitrali23
3.3. La circolazione delle decisioni sui merito di un giudice di uno Stato membro in presenza di una convenzione arbitrale e i suoi limiti25
3.4. La 'prevalenza' della convenzione di New York del 1958 sul regolamento26
Capitolo Terzo - LE NOVITÃ IN MATERIA DI FORI FACOLTATIVI ED ESCLUSIVI di Nicolà Nisi
1. Le modifiche apportate alle sezioni 2 e 6 del capo 11 del regolamento29
2. Il nuovo loro per la restituzione dei beni culturali30
3. Le modifiche all'art. 24 n. 4 in materia di proprietà intellettuale33
3.1. La codificazione della giurisprudenza GAT33
3.2. La proposizione dell'eccezione di invalidità nelle azioni di contrattazione: questioni irrisolte34
3.3. La portata della devoluzionc al giudice esclusivamente competente37
4. La recente istituzione del Tribunale unificato dei brevetti (TUB)39
4.1. La competenza ratione materiae del TUB e il regime transitorio per i brevetti europei non unitari40
4.2. Le modifiche al regolamento n. 1215/2012 per quanto attiene al coordinamento con l'accordo TUB: i nuovi articoli da 71-bis a 71-quinquies41
4.2.1. 11 TUB come autorità giurisdizionale comune42
4.2.2. La competenza giurisdizionale del TIJB43
4.2.3. Le questioni di litispendcnza che coinvolgono il TUII45
4.2.4. Il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia brevettuale45
Capitolo Quarto - LE NOVITÃ IN MATERIA DI FORi PROTETTIVI DELLA PARTE DEBOLE di Gaetano Vitellino
1. Le modifiche apportate alle sezioni 3.5 del capo Il alla luce dell'obiettivo di maggiore tutela della parte debole47
2. I caratteri generali dei sottosistemi protettivi: la distribuzione asimmetrica della giurisdizione48
3. La giurisdizione nei rapporti collegati con Stati terzi50
3.1. La dualità del regime giurisdizionale nel previgente sistema50
3.2. La proposta della Commissione di completa 'universalizzazione' delle norme sulla giurisdizione52
3.3. La parziale 'universalizzazione' attuata dal recast soltanto in materia di contratti di consumo e di lavoro53
3.3.1. Le azioni contro parti deboli domiciliate in Stati terzi54
3.3.2. Le azioni contro parti forti domiciliate in Stati terzi54
4. Gli accordi di scelta del foro nei rapporti collegari con Stati terzi57
4.1. L'incerta efficacia degli accordi attributivi di giurisdizione ai giudici di Stati terzi57
4.2. L'efficacia della proroga della giurisdizione italiana quando la parte debole non sia domiciliata nell'Unione59
3. Le modifiche in materia di contratti di lavoro: in particolare, il cumulo soggettivo delle cause promosse dal lavoratore61
Capitolo Quinto - LE NOVITÃ IN MATERIA DI PROROGA DELLA GIURISDIZIONE di Alberto Malatesta e Gaetano Vitellino
Sezione I - GLI ACCORDI DI SCELTA DEL FORO di Alberto Malatesta
1. Le modifiche apportate all'art. 25 e i loro obiettivi63
2. L'ambito di applicazione 'universale' dell'art. 2565
3. Il principio dell'autonomia della clausola di scelta del foro66
4. L'inserimento di una norma di diritto internazionale privato uniforme sulla validità sostanziale dell'accordo di scelta67
4.1. La conferma del ruolo dei diritti nazionali nella valutazione della validità sostanziale dell'accordo67
4.2. L'incerta natura della norma69
4.3. La nozione di 'nullità dal punto di vista della validità sostanziale'70
5. La priorità del giudice eletto sull'accertamento della validità dell'accordo in situazioni di litispendenza: rinvio72
 
6. Gli accordi di scelta del foro a favore di giudici di Stati terzi: una timida apertura73
7. La circolazione delle decisioni aventi ad oggetto gli accordi di scelta del foro75
Sezione II - LA C.D. PROROGA TACITA di Gaetano Vitellino
8. Le modifiche apportate all'art. 2678
9. La giurisdizione fondata sulla comparizione del convenuto: l'art. 26 par. 1 e il suo controverso fondamento teorico78
10. L'incerto ambito di applicazione spaziale dell'art. 2681
11. La prevalenza della proroga tacita sui fori protettivi nel previgente regime: la sentenza Bilas82
12. Il nuovo art. 26 par. 2 alla luce dell'obiettivo di tutela della parte debole85
12.1. I presupposti di operatività della norma86
Capitolo Settimo - LE NOVITÃ IN MATERIA DI PROVVEDIMENTI PROVVISORI E CAUTELARI di Nicolò Nisi
Le modifiche apportate alla materia cautelare117
2. La nozione di 'provvedimento provvisorio e cautelare' nel sistema Bruxelles I118
2.1. L'interpretazione autonoma della Corte di giustizia119
2.2. Il considerando n. 23 sui mezzi di istruzione preventiva119
2.3. I problemi ancora irrisolti: i provvedimenti c.d. anticipatori121
3. La giurisdizione cautelare e il sistema del c,d. doppio binario122
3.1. La giurisdizione cautelare del giudice competente per il merito123
3.2. La giurisdizione cautelare ai sensi dell'art. 33 e il problema del nesso effettivo di collegamento123
4. Il nuovo regime di circolazione dei provvedimenti cautelari126
4.1. 11 regime differenziato di circolazione del nuovo regolamento127
4.2. Problemi di coordinamento tra il giudice del merito e il giudice cautelare nella fase esecutiva128
4.3. La non circolazione dei provvedimenti cautelari emessi ai sensi dell'art. 33129
4.4. Considerazioni conclusive sulla portata del divieto di circolazione dei provvedimenti emessi ai sensi dcll'art. 33130
5. La circolazione dei provvedimenti emessi inaudita altera parte dal giudice competente per il merito132
5.1. lI (tenue) superamento (Iella giurisprudenza Denilauler132
5.2. Le eccezioni ai limiti posti alla circolazione dei provvedimenti emessi inaudita altera parte133
Capitolo Ottavo - LE NOVITÃ IN MATERIA DI RICONOSCIMENTO ED ESECUZIONE DELLE DECISIONI di Alberto Malatesta e Nicolò Nisi
1. Le modifiche apportate alla circolazione delle decisioni135
2. Le precisazioni sul principio del riconoscimento automatico delle decisioni straniere137
2.1. La domanda in via principale di diniego del riconoscimento138
2.2. La domanda in via principale di riconoscibilità139
2.3. La richiesta di diniego del riconoscimento in via incidentale140
3. L'abolizione della procedura di exequatur e le sue conseguenze141
3.1. La (non completa) equiparazione delle decisoni degli Stati membri alle decisioni nazionali141
3.2. L'esecuzione diretta delle decisioni e i suoi corollari142
4. I requisiti posti dal regolamento per domandare l'esecuzione delle decisioni142
4.1. L'attestato rilasciato ai sensi dell'an. 33 e l'eventuale controllo su di esso143
4.2. La notifica dell'attestato e della decisione prima dell'inizio dell'esecuzione145
4.3. La (eventuale) traduzione dell'attestato e della decisione146
5. La domanda di diniego dell'esecuzione e i motivi ostativi alla stessa147
5.1. Il permanere del controllo sui motivi elencati nell'art.45147
5.2. Il limitato rilievo dei motivi di diniego e di sospensione dell'esecuzione previsti dalle legislazioni nazionali149
6. La procedura per il diniego dell'esecuzione150
7. La competenza per La domanda di diniego dell'esecuzione (e per le domande sul riconoscimento)151
7.1. La comunicazione italiana inviata alla Commissione e i problemi interpretativi che essa solleva151
7.2. L'attuaione nell'ordinamento italiano154
8. Le tutele delle parti a fronte dell'esecuzione della decisione155
8.1. La sospensione del processo esecutivo ai sensi dell'art. 44155
8.2. La tutela cautelare automatica ai sensi dell'ari. 40156
9. L'adattamento dei provvedimenti 'ignoti' nello Stato richiesto158
APPENDICE a cura di Gaetano Vitellino
1. Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale il riconoscimento e l'esecuzione dette decisioni in materia civile e commerciale (rifusione)163
Allegato I. Attestato relativo alle decisioni in materia civile e commerciale197
Allegato II. Attestato relativo agli atti pubblici o alle transazioni giudiziarie in materia civile e commerciale201
Allegato III. Tavola di concordanza204
2. Informazioni comunicate dagli Stati membri ai sensi degli arrt. 75 e 76 del regolamento (UE) n. 1215/2012207
2.1. Comunicazioni italiane207
2.2. Informazioni comunicate dagli altri Stati membri209
22.1. Informazioni ai sensi dell'art. 75 dd regolamento (UE) n.1215/2012209
2.22. Informazioni ai sensi dell'art. 76 del regolamerno (UE) n.1215/2012215
3. Notifica da parte della Danimarca della sua decisione di attuare il regolamento (UE) n. 1215/2012229
 
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