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Biblioteca Mario Rostoni

 
 

Il mito della conservazione dell'impresa in crisi e le ragioni della "commercialità"

Biblioteca M. Rostoni

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Il mito della conservazione dell'impresa in crisi e le ragioni della "commercialità"
/ Nicola Rondinone. - Milano : Giuffrè, c2012. - vii, 392 p. ; 24 cm. - (Collana della Rivista delle società. Monografie e raccolte di studi ; 31). - ISBN 88-14-17526-8.

SOMMARIO

IntroduzioneI
Capitolo I - I MODELLI DELLE PROCEDURE CONCORSUALI FRA STORIA, DIRITfO COMPARATO E TEORIE ECONOMICHE
1. Caratteri e centralità del fallimento nel sistema della vecchia legge fallimentare.9
2. I precedenti storici della limitazione delle procedure concorsuali all’imprenditore commerciale non piccolo.17
3. (Segue) Le norme sull’impresa e i soggetti destinatari dello statuto del "commerciante" nelle bozze del Libro V del codice civile29
4. Le principali istanze dottrinali di revisione del r.d. 16 marzo 1942, n.267 e il dibattito sul presupposto soggettivo38
5. I progetti di riforma del nostro diritto fallimentare durante la Prima Repubblica e la "prima" amministrazione straordinaria48
6. L’evoluzione di altri ordinamenti concorsuali nella direzione del primato della conservazione dell’impresa: a) la "centralità" delle procedure giudiziali non liquidatorie in Francia, Belgio e Portogallo58
7. (Segue) b) l’elevato grado di privatizzazione delle procedure "alternative" negli Stati Uniti e in Gran Bretagna66
8. (Segue) c) il ruolo primario della procedura di insolvenza "aperta" in Germania, Spagna e altri paesi76
9. Gli inputs degli economisti circa il ruolo e la conformazione delle procedure per la crisi delle imprese83
10. La "seconda" amministrazione straordinaria quale modello di procedura di insolvenza "aperta"87
11. I progetti per la riforma "organica" della legge fallimentare nella XIII Legislatura94
12. La XIV Legislatura: la c.d. "miniriforma" e i lavori delle Commissioni Trevisanato105
13. Le vicende relative all’amministrazione straordinaria "speciale" e il declino del modello della procedura di insolvenza "aperta"112
14. La fase fmale dei lavori di revisione del nostro ordinamento concorsuale: "il vino nuovo negli otri vecchi"116
15. lI decreto correttivo e gli altri "aggiustamenti" della riforma. Un primo bilancio della stessa sul piano del metodo legislativo127
Capitolo II - I SOGGETTi DELLE PROCEDURE CONCORSUALI.ESTENSIONE E VALENZA DELLA "COMMERCIALITÀ"
1. La non scontata "vittoria della tradizione" nel processo di riforma circa l’area soggettiva delle procedure concorsuali ordinarie139
2. L’imprenditore e non l’impresa come soggetto del fallimento e del concordato preventivo146
3. Interrogativi di politica del diritto circa l’area soggettiva delle procedure concorsuali. Il "procedimento per la composizione delle crisi da sovraindebitamento" di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3151
4. Esame critico delle principali argomentazioni avanzate a sostegno dell’orientamento favorevole ad assoggettare gli "insolventi civili" a procedure paraconcorsuali156
5. (Segue) La disparità di trattamento dei creditori e il problema dell’incidenza della "commercialità"165
6. I tratti dell’impresa commerciale non piccola come desumibili dalla disciplina sugli incapaci legali e dalle altre normative codicistiche ad essa correlate174
7. Dalle caratteristiche dell’impresa commerciale al nucleo della "commercialità". Le attività di cui ai nn. 3-4 dell’art. 2195, comma 1, c.c.186
 
8. La preferibilità del nostro "sistema binario" tradizionale: ossia contro l’"omogeneizzazione" del diritto dell’esecuzione, ma anche contro la disparità di trattamento fra impresa commerciale "grande" e non.193
9. La discutibile espansione della figura dell’imprenditore commerciale sottratto a fallimento per ragioni dimensionali200
10. Gli interrogativi sollevati dall’ampliamento della fattispecie dell’imprenditorea gricolo214
11. La falsa contrapposizione fra attività commerciali e attività agricole.229
12. L’attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi e l’impresa agricola.238
13. L’attività intermediaria nella circolazione dei beni e la commercializzazione di prodotti agricoli250
14. L’attività ausiliaria di altre attività commerciali alla luce del canone teleologico255
Capitolo III - I TIPI DELLE PROCEDURE CONCORSUALI: TRADIZIONE V. INNOVAZIONE
1. La preferenza per un sistema "binario" di tipi predefiniti, in cui l’accertamento dello stato di insolvenza rappresenta Io spartiacque fra istituti di salvataggio dell’imprenditore e procedura esecutiva collettiva sui suoi beni264
2. Varianti "vere" e "false" del presupposto oggettivo. Insolvenza e crisi nella legge fallimentare riformata e nel decreto sulla "seconda" amministrazione straordinaria270
3. (Segue) La fittizietà del requisito della recuperabilità di cui all’art. 27 del d.lgs. ti. 270/1999.282
4. La procedura esecutiva collettiva: obiettivi ex post ed ex ante del fallimento nell’originaria disciplina di cui al r.d. 16 marzo 1942, n. 267.288
5. Discussione critica delle innovazioni riconducibili al modello "premiale": i rischi dell’affievolimento del regime sanzionatorio, e soprattutto del nuovo istituto della "esdebitazione"297
6. Il depotenziamento e la vanificazione delle finalità ex ante della revocatoria fallimentare309
7. Discussione critica delle innovazioni riconducibili al modello "contrattualistico": a) il nuovo assetto dei poteri degli organi del fallimento e il ridimensionamento dei compiti dell’autorità giudiziaria316
8. (Segue) b) la circolazione postfallimentare dell’azienda e il favor per la conservazione dell’impresa326
9. (Segue) c) il nuovo concordato fallimentare e la riallocazione sul mercato dei valori dell’impresa334
10. La legittimazione all’accesso agli istituti di "salvataggio". La giusta sconfitta del modello della trasparenza dello stato di crisi340
11. La reductio ad unitatem delle procedure giudiziali "alternative" e la discutibile abrogazione dell’amministrazione controllata345
12. Discussione critica dei principali aspetti di riforma dell’istituto del concordato preventivo: a) l’affievolimento dei requisiti soggettivi e oggettivi352
13. (Segue) b) la nuova "flessibilità" dell’istituto e la sua degiurisdizionalizzazione359
14. (Segue) c) maggioranze e classi dei creditori363
15. L’apoteosi della privatizzazione della crisi: gli altri istituti di "salvataggio" dai progetti preliminari alla nuova legge fallimentare.369
16. Inquadramento sistematico e lacune della disciplina degli accordi di ristrutturazione dei debiti e dei piani attestati di risanamento.378
17. Le novelle del 2010-2012 e gli elementi di criticità degli istituti di "salvataggio" extragiudiziali383
 
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