Biblioteca Mario Rostoni

 
 

Intervsita a Carolina Preti

Com’è stata l’esperienza di Archibibliolab della Biblioteca Mario Rostoni di LIUC?

La cosa più interessante è stata  scoprire quanto il passato industriale di queste zone possa sembrare lontano e distante e quanto sia invece tra noi ogni giorno.  Capire che partendo da un ambito, che credevo molto più ristretto, quale può essere il cotonificio Cantoni ci si possa ritrovare a discutere di arte, tecniche di marketing, architettura e società mi ha fatto capire sotto quanti punti di vista diversi si possa guardare una determinata realtà , quante ricerche si possano svolgere riguardo ad essa;  ricerca che non è superficiale e immediata come può sembrare a molti, ma è regolato da norme contro il plagio e necessita di grande attenzione alle fonti e alla ricerca della loro autorevolezza e per capirlo questa esperienza si è rivelata fondamentale per me.

 

Come vi è apparsa la biblioteca di un'Università ?

La realtà di una biblioteca universitaria è piuttosto diversa da come me la aspettavo: niente romanzi, molti saggi scientifici indirizzati prevalentemente alle diverse facoltà presenti e molti spazi dedicati a studio e lettura. Quasi l’opposto di una civica. Totalmente diversa a come appare ad un utente, è invece molto articolata e interessante. È un po’ come lavorare in teatro:  al pubblico appare soltanto uno spettacolo, senza che questo si accorga del lavoro necessario alle scenografie e alla stesura del copione, ad esempio. Qui è lo stesso, l’utente non ha presente l’importanza e la complessità della catalogazione, o della necessità di un esperto in programmazione, invece indispensabile per garantire un buon funzionamento del catalogo online e della pagina web; anche il bagaglio conoscitivo necessario ad un bibliotecario è fondamentale per poter indirizzare gli studenti nella loro ricerca: la diversità elle mansioni svolte e delle conoscenze necessarie mi hanno stupita molto.


Cosa avete percepito rispetto ad una realtà universitaria?

Mi è sembrato un ambiente molto diverso da quello liceale, più vicino al contatto diretto con il mondo del lavoro; uno studente ha svariate possibilità , molte più che un liceale, di ampliare le sue conoscenze e di scoprire molti ambiti di interesse e approfondirli, grazie anche alla documentazione presente in biblioteca.

Mi è parso di capire che la l’attività di ricerca permetta di esprimere liberamente la propria creatività e il proprio interesse. Partendo da un ambito in apparenza molto distante, come può essere la realtà dei cotonifici italiani dell’ 800, si può indagare poi la letteratura, l’arte, diritto e molto altro. Proprio per questo credo che tra gli intenti delle università ci siano quello di aprire la mente degli studenti e di offrire loro molti spunti di ricerca. Sono inoltre presenti, ad esempio, corsi non ordinari di stampanti 3D, che interessano di certo ai giovani, oltre a molte aule di informatica e luoghi di aggregazione e di svago, come il parco; che credo essere fondamentali per un’università .

 

 
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